domenica 6 dicembre 2009

Appello a LK

Comunicazione di servizio riservata:

Lk/LK/Ellekappa/{L}/Loredana, se ci sei batti un colpo!
Posso osare chiedere di essere invitato a leggere il tuo blogghe?
Se sì invitami (elikrotupos e/o il.letterino PRESSO gmail), se no... non rispondere nemmeno... il dolore sarebbe troppo forte...

;_;

sabato 5 dicembre 2009

Inneres Ohr

Ammetto che non mi ricordavo come si dicesse "orecchio" in tedesco. Né che "auge" in tedesco significasse "occhio". Ammetto anche che ho creduto che "auge" significasse "uovo" o "uccello". Questi sono i dolori del giovane Elikrotupos davanti al titolo del nuovo album di Franco Battiato, Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti, e davanti alla scomoda verità sulla sua ormai totale e irreversibile rimozione di quelle poche nozioni che aveva a fatica appreso sulla lingua tedesca. Ma senza lasciarsi prendere dallo sconforto, il giovane Elik ha preso il dizionario di tedesco che non toccava dall'esame di maturità (anno domini 2004) e è andato a cercare la parola tedesca per "orecchio", ossia "ohr". Ohra il problema è coniugare l'"inneres" che c'è davanti, ma dato che "ohr" e "auge" sono entrambi neutri, presumo che il problema non si ponga. Tutto questo per trovare un titolo a questo post. E non ne sono nemmeno troppo soddisfatto. E' solo un riferimento al fatto che adesso parliamo di musica, e la musica si ascolta con le orecchie, bon.
Fralaltro non c'entra nemmeno niente col fatto che il fil rouge di questo post è che i prossimi album sono tutti composti in larga parte da brani non inediti. Facciamo che per sentire le canzoni normali serve l'orecchio, ma per sentire e apprezzare le cover serve l'orecchio interiore. Ecco.

Ohra aprite il vostro inneres Ohr, che si comincia!


Il primo album è appunto Inneres Auge. Non è un album di inediti (anche se per me lo erano tutti), a parte la title track che sta abbondantemente passando sulle radio, e "U' cuntu", una specie di requiem in dialetto e in latino, suggestivo. Il resto sono nuove versioni di brani di Battiato già pubblicati in un modo o nell'altro, più la cover di "Inverno" di Fabrizio De André, in cui il buon Franco si esibì nello speciale di Che tempo che fa del gennaio scorso.
Non ho capito l'operazione che c'è dietro a un album che non è un greatest hits ma che ripropone tot propri brani non inediti (forse i testi avranno qualcosa in comune, per questo meriterebbe un ascolto più attento).


Francesco Renga, con la sua vocissima, si avventura finalmente nel campo delle cover (non che le sue canzoni siano male, anzi). E non solo sfrutta la sua vocissima, ma pure un'orchestrissima costruita all'uopo da Celso Valli per rendere epiche alcune fra le più note canzoni italiane degli anni '60 e '70, oltre a due apprezzatissime canzoni dello stesso renga, "Angelo" e "Uomo senza età". Le canzoni scelte non solo sono celeberrime, ma sono anche fra le più coverizzate della storia della musica, quindi il risultato è qualcosa di davvero già sentito. Ma il valore aggiunto sta proprio nella voce di Francesco Renga e nell'orchestrazione, che sono imperdibili. Nella saturazione del mercato degli album di cover stavo quasi per scartare Renga a priori, e invece ho trovato un ottimo regalo di Natale.


La Vanoni è forte. Cionostante non mi fa impazzire. Però ho voluto dare un'occhiata a Più di me e Più di te, uno di duetti e l'altro di cover, usciti rispettivamente l'anno scorso e quest'anno. Le canzoni scelte sono, nell'un caso e nell'altro, molto belle. E i duetti pure. Nel primo album sono tutti classici di Ornella Vanoni ("Eternità", "L'appuntamento", "Una ragione di più", "Domani è un altro giorno", e altre), che però spesso e volentieri sono già a loro volta cover di brani stranieri, come si usava fare all'epoca (e ogni tanto lo si fa anche adesso, con esiti spesso incerti... ultimo esempio "Creep" dei Radiohead riproposta da Vasco, che ha generato non poche polemiche, anche se io ho gradito, pur conoscendo e apprezzando già l'originale).
Nel secondo ci sono invece tutte cover, di brani non necessariamente "d'epoca". Fralaltro Ornella Vanoni ha volontariamente scelto canzoni solo di interpreti uomini, tranne un bonus finale di Gianna Nannini... "I maschi". Ci troviamo dentro Dalla/Morandi, Bersani, Antonacci, Zucchero, Venditti, Vasco, Ron, Pino Daniele, Grignani e Zucchero. L'ho appena preso e non l'ho ancora sentito, ma devo dire che alcune scelte già trovano la mia simpatia. Inoltre alcuni brani sono eseguiti in duetto con gli autori: "Replay" con Samuele Bersani, "Vita" con Lucio Dalla e Gianni Morandi, "Anima" con Pino Daniele e "Non abbiam bisogno di parole" con Ron, tutte canzoni ottime, come anche altre tipo "Alta marea", "La mia storia tra le dita", "Ogni volta". L'unica presenza a me invisa è Biagio Antonacci, che ultimamente ODIO a causa della sovraesposizione di cui sono vittima in famiglia.


Mi sono lasciato Fiorella Mannoia per ultima perché sennò me la bruciavo all'inizio del post e poi non ci pensavo più. E invece l'ultimo boccone è per lei, perché mi rimanga in bocca il sapore della sua voce, che da sempre traghetta i versi degli autori più ispirati. E stavolta invece che i suoi soliti autori sceglie autori vari attingendo dal catalogo della buona musica giovane e contemporanea (con la dovuta eccezione di due brani di Lucio Battisti, autore con cui la Mannoia finora non si era mai confrontata). I giovani sono Cesare Cremonini, i Negrita, i Negramaro, Niccolò Fabi e Tiziano Ferro. I "vecchi" sono Renato Zero, Lucio Battisti, il compare Ivano Fossati e addirittura The Rokes, meteore anni '60. Come bonus, una riproposizione di un classico di Fiorella Mannoia, il suo esordio sanremese "Caffé nero bollente", e il recente duetto con Noemi in "L'amore si odia".
Quest'album è splendido. La perla è "Mimosa", una bellissima canzone di Niccolò Fabi tratta dallo stesso bellissimo album del Fabi con cui la stessa Mannoia duettò nell'altra bellissima canzone "Offeso". Banale la scelta di "Cercami" per Renato Zero, canzone bella ma abusata già dal suo stesso autore, che quindi anche in chiave mannoiana fatica ad entusiasmarmi. Brutta la scelta dei Negramaro, che io sopporto poco (e stavolta non per sovraesposizione in familia, ma proprio consapevolmente...).


Ora, ci sarebbe un altro album non-inedito... anzi, il più non-inedito di tutti... ma quello è un album foriero di sentimenti talmente contrastanti che merita un post a parte...
E ci sarebbe un altro album ancora contenente cover, Italian Songbook vol. 2 di Morgan, che di rimando in rimando è finito col non uscire più, con profondo rosicamento del sottoscritto.

Next: Donne! Mina, Elisa, Carmen Consoli, miracolosamente tutte con inediti. Il che vuol dire anche che l'entusiasmo è stato minore, tranne che in un caso che mi ha davvero sorpreso. Cliffhanger! :P

Next next: Stranieri. Senza punto esclamativo perché... uhm... Muse, Pearl Jam, Michael Bublé, Norah Jones e Tom Waits.

E in questa botta di musicofilia ho pure comprato per la prima volta il magazine Rolling Stone. Anche se la ragione principale per cui l'ho comprato è un'altra, come può facilmente intuire chi ha comprato l'ultimo numero... [e cioè leggere una frase di questo tipo: "quel grungettone di Ben 16"...]

lunedì 30 novembre 2009

Elio Show in una domenica di fine autunno

Elio e le Storie Tese a Quelli che il calcio, ieri, in tre alti momenti di musica e televisione:

Storia di un bellimbusto (versione Muse!)


Cara ti amo (feat. Simona Ventura!)


Intervista quintupla
[ancora non caricano il video...]


Gli Elii sono in promozione per il greatest hits che festeggia il loro ventennale discografico, Gattini, e sono stati fralaltro anche da Serena Dandini, Daria Bignardi e a X-Factor, dove si sono profusi in spettacolino di livello pari a quello postato poco sopra, e sono sempre una goduria.

Inoltre un mesetto fa è andato in onda su Sky Primafila HD il loro concerto in diretta al Teatro degli Arcimboldi di Milano, che ho seguito pagando 6 eurini. Perché questo album, oltre a essere un greatest hits, è persino in versione orchestrale. La chicca dell'album è "Shpalman®" in versione "romanza da salotto" cantata tutta da Max Pezzali accompagnato al pianoforte da Rocco Tanica (e con una geniale citazione finale del monologo di Blade Runner e (credo) del Tannhäuser di Wagner). C'è inoltre incisa per la prima volta "Largo al factotum", in cui gli Elii si sono magistralmente esibiti due anni fa a Sanremo (l'edizione di cui condussero il memorabile Dopofestival, che andrebbe venduto in DVD e comprato da tutti!).

domenica 29 novembre 2009

A pirate's book for me!

Se m'avessero chiesto qualche anno fa se mi piacessero le storie sui pirati, avrei risposto che non fanno per me. O troppo infantili o troppo truculente.

Poi è arrivato il capitano Jack Sparrow.Non dico che è nata una passione per i pirati dopo Pirati dei Caraibi, ma hanno cominciato a stuzzicare la mia attenzione.
Poi sono arrivati i pirati veri, di cui si è avuta notizia ogni tanto sui telegiornali, negli ultimi anni più che mai. Addirittura anche i buoni Syusy Blady e Patrizio Roversi stavano per esserne vittime, nelle loro meravigliose peregrinazioni in barca a vela.

Un giorno cercando online libri da comprare, mi colpisce questa copertina:
Non è la prima volta che mi faccio fregare dalle copertine. Quando vedo una bella copertina, su una bella edizione, la prendo. Di solito, appunto, sono fregature. Stavolta no. Me lo porto al mare (il posto giusto per leggere un libro sui pirati, no?) e lo inizio a leggere. Mi piace. Arrivo a metà e, per motivi indipendenti dalla qualità della storia, mi ritrovo a non leggerlo più. Passa qualche mese e ci riprovo, e arriviamo a oggi. Ho superato il punto in cui lo abbandonai e ora la lettura procede spedita.
Tortuga è il primo libro di Valerio Evangelisti che ho mai comprato. Non è un autore che seguivo, poiché parla spesso di un argomento sì affascinante ma che a me è sempre stato indigesto: la storia. Però applicata alla narrazione della vita romantica e avventurosa dei pirati si concretizza in un felice connubio dal mio punto di vista.

Qualche giorno fa prima di andare al cinema vado a perdere un po' di tempo in libreria e cosa ti vedo? Questa:
Il teschio mi ha chiamato. Quando l'ho visto, senza ancora leggere titolo e autore, mi sono detto: "Vuoi vedere che Evangelisti ha fatto quello che speravo persino io che sono arrivato solo a metà di Tortuga?". Ebbene sì. Veracruz. Anche leggendo solo i primi capitoli di Tortuga si può conoscere l'aura leggendaria che circonda la presa di Veracruz da parte dei pirati di cui Evangelisti racconta. Già dai primi volumi ti viene voglia di leggere tutta la storia (che in Tortuga è solo, ma spesso, accennata) della conquista della colonia spagnola più forte e inespugnabile da parte dei Fratelli della Costa. Veracruz è quindi un prequel, e non vedo l'ora di leggerlo.

E quando mi comincia a venire quel friccicorino che viene ogni volta che si legge un libro spettacolare, cioè "speriamo che ci facciano il film", cosa ti leggo su internet?
Il romanzo postumo di Michael Crichton, il romanziere più sfruttato nella storia del cinema, parla di pirati. Pirate Latitudes (L'isola dei pirati, come è arrivato pochi giorni fa in ItaliaI). E non solo, ma la trama è molto simile a quella di Tortuga.
E per fugare ogni dubbio, non solo c'è la certezza che il film tratto da questo ultimo romanzo di Crichton si farà. Ma lo farà Steven Spielberg (che già attinse a Crichton per un certo capolavoro di nome Jurassic Park, e non pago anche per un certo terribile sequel di nome Il mondo perduto).
Le mie speranze di vedere adattato Evangelisti al cinema svaniscono. Come può, chiunque, pensare di competere con l'accoppiata Spielberg+Crichton?

L'accopiata Bruckheimer+Disney. Perché è in arrivo il quarto film della saga dei Pirati dei Caraibi: On Stranger Tides (a sua volta adattamento di un apprezzato romanzo che in italiano ha titolo Mari stregati, di Tim Powers).
Stesso cast della precedente trilogia, ma cambio di regista. Si passa a uno che di spettacoli e coreografie se ne intende: Rob Marshall (OSCAR per Chicago). Che fralaltro sta per arrivare al cinema nel giro di qualche settimana con un film che si preannuncia un capolavoro: Nine, scritto dal compianto Anthony Minghella OSCAR, tratto dal musical teatrale omonimo (7 TONY AWARDS) scritto dall'italiano Mario Fratti e basato sull' di Federico Fellini 2 OSCAR. Un film con un cast stellare:
- Judi Dench OSCAR
- Marion Cotillard OSCAR
- Sophia Loren OSCAR
- Nicole Kidman OSCAR
- Penélope Cruz OSCAR
- Stacie Ferguson
- Kate Hudson OSCAR
Mentre il signore di spalle, in basso a destra, è
- Daniel Day-Lewis 2 OSCAR

Quest'ultima cosa non c'entrava molto coi pirati, ma citando Rob Marshall non potevo esimermi dal dirla, vista l'imminenza dell'uscita di questo film.

Piovra, governo ladro...

Veramente volevo parlare d'altro. Ho libri, cd e blu-ray di cui blaterare, ma ho appena saputo l'ultima di Berlusconi:

"Se trovo chi ha fatto le serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo"
Certo, per uno che si permette di scherzare anche sul primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, non dovrebbe far specie più di tanto se scherza anche su una cosuccia come una serie tv.
Fra gli autori de La Piovra ci sono Stefano Rulli e Sandro Petraglia. Rulli e Petraglia sono i migliori sceneggiatori cinematografici italiani viventi. Punto. Ogni volta che fanno un film questo viene invitato in qualche festival internazionale (e magari vince), in patria vince almeno cinque David di Donatello, e incassa pure un bel po' di solducci. Io nella mia collezione di dvd ho in fila tutti quelli di Rulli e Petraglia (ne ho ancora pochi, purtroppo). Sono i miei idoli, e sto considerando l'idea di frequentare i master in sceneggiatura che tengono a Roma insieme ad altri sceneggiatori italiani di altissimo livello (e non costano neppure troppo, per essere dei master). Sapere che il Presidente del Consiglio li vuole strozzare un po' mi fa sorridere, un po' mi fa morire dentro lentamente e dolorosamente. Come tante delle cose che dice e fa il Presidente del Consiglio.

Ma ovviamente la sua non era una critica cinematografica. Quindi passiamoci sopra. Lui in realtà strozzerebbe chi parla di mafia.

Ecco, passiamo sopra pure a questo?